Funeral Blues (W. H. Auden)

(BLUES IN MEMORIA)

Fermate tutti gli orologi, isolate il telefono,
fate tacere il cane con un osso succulento,
chiudete il pianoforte, e tra un rullio smorzato
portate fuori il feretro, si accostino i dolenti.

Incrocino aeroplani lamentosi lassù
e scrivano sul cielo il messaggio Lui È Morto,
allacciate nastri di crespo al collo bianco dei piccioni,
i vigili si mettano guanti di tela nera.

Lui era il mio Nord, il mio Sud, il mio Est ed Ovest,
la mia settimana di lavoro e il mio riposo la domenica,
il mio mezzodì, la mezzanotte, la mia lingua, il mio canto;
pensavo che l’amore fosse eterno: e avevo torto.

Non servon più le stelle: spegnetele anche tutte;
imballate la luna, smontate pure il sole;
svuotatemi l’oceano e sradicate il bosco;
perché ormai più nulla può giovare.

(W. H. Auden)

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8 thoughts on “Funeral Blues (W. H. Auden)

    • I più la conoscono per via di un famoso film, ma io penso sia una delle poesie più belle di Auden e la traduzione in Italiano, sebbene fatta da specialisti, perde sempre la musicalità e la passione che il poeta ha voluto esprimere nella sua lingua madre.

      • Poesia meravigliosa…
        E’ vero che le traduzioni, sebbene fatte molto bene, fanno sempre perdere qualcosa…
        Perchè non ne posti qualcuna anche in lingua originale? 🙂

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