Lettere (Alda Merini)

“a Silvana Rovelli”

Rivedo le tue lettere d’amore
illuminata, adesso, dal distacco;
senza quasi rancore…

L’illusione era forte a sostenerci;
ci reggevamo entrambi negli abbracci
pregando che durassero gli intenti,
ci promettemmo il «sempre» degli amanti,
certi nei nostri spiriti d’Iddii…

E hai potuto lasciarmi,
e hai potuto intuire un’altra luce
che seguitasse dopo le mie spalle!

Mi hai suscitato dalle scarse origini
con richiami di musica divina,
mi hai resa divergenza di dolore,
spazio per la tua vita di ricerca
per abitarmi il tempo di un errore

…E mi hai lasciato solo le tue lettere
onde ne ribevessi la mia assenza!

(Alda Merini, Gennaio 1949) Continue reading “Lettere (Alda Merini)”

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Nella notte che geme il tuo patire (Alda Merini)

Nella notte che geme il tuo patire
irto di inganni e che dannata cresce
questa stanca paura di dormire
che mi abbaglia pure l’avvenire
che tarda invece.

Così su questa grazia malaccorta
di gemme che mi fa a volte paura
la tua possanza pur raccolta e pura
si gemma di prudenza.

Potessi amore mio di te far senza
mentre che mi aggroviglio alle distanze
ferma come se fossi il mio destino cieco
trovo in te che sei divino
l’ansia di questo fervido divieto,

O tu possente mia carezza e vento
dimmi che sento ancora la violenza
di un sussulto profondo e magistrale
dimmi amore che non sei il mio maestrale
ma solo vento.

Alda Merini
da Vuoto d’amore, © 1991 Giulio Einaudi Editore SpA, Torino

Continue reading “Nella notte che geme il tuo patire (Alda Merini)”

Gli inguini (Alda Merini)

Gli inguini sono la forza dell’anima,
tacita, oscura,
un germoglio di foglie
da cui esce il seme del vivere.
Gli inguini sono tormento,
sono poesia e paranoia,
delirio di uomini.
Perdersi nella giungla dei sensi,
asfaltare l’anima di veleno,
ma dagli inguini può germogliare Dio
e sant’Agostino e Abelardo,
allora il miscuglio delle voci
scenderà fino alle nostre carni
a strapparci il gemito oscuro
delle nascite ultraterrestri.

(Alda Merini,  “La terra santa”) Continue reading “Gli inguini (Alda Merini)”

Sull’orlo della grandezza (Alda Merini)

Quando t’investe un sentimento vero
che è come l’uragano e tu hai paura di perdere la luce
e di smettere di vedere le piccole cose di ogni giorno
e pensi che qualcuno inopinatamente voglia darti
qualcosa sulle spalle

non capisci se è un cadavere o
una grande vittoria
allora tremi dalla paura e non sai chi sia il portatore
di questa chiamata che ti prende le gambe
e te le fa tremare

vorresti parlare
e ti si inceppa il volto
Vorresti ridere
e diventi un ghigno di lebbra

ad un certo punto ti senti bello come Lucifero
e non sai che questa resurrezione
non è un’adolescenza
ma è la maternità della luce
che hai sempre avuto nel grembo.

(Alda Merini)

 

Lettere (Alda Merini)

“a Silvana Rovelli”.

Rivedo le tue lettere d’amore
illuminata, adesso, dal distacco;
senza quasi rancore…

L’illusione era forte a sostenerci;
ci reggevamo entrambi negli abbracci
pregando che durassero gli intenti,
ci promettemmo il «sempre» degli amanti,
certi nei nostri spiriti d’Iddii…

E hai potuto lasciarmi,
e hai potuto intuire un’altra luce
che seguitasse dopo le mie spalle!

Mi hai suscitato dalle scarse origini
con richiami di musica divina,
mi hai resa divergenza di dolore,
spazio per la tua vita di ricerca
per abitarmi il tempo di un errore

…E mi hai lasciato solo le tue lettere
onde ne ribevessi la mia assenza!

(Alda Merini, Gennaio 1949)

 

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