Vergogna clandestina

Era il martirio di mia sorella schiava
con gli occhi esterrefatti che subiva,
era la gola del fratello assetato
arsa dal fuoco nelle prigioni in Libia,
era la speranza del padre sconsolato
che mi affidava a quel viaggio ignoto,
era l’urlo straziato di mia madre muta
che chiedeva aiuto tra le onde scure,
è la mia vergogna falsa e clandestina
che maledice il dio dell’indifferenza.

(Salvatore Castrianni, 2020)

Lontano da questo orrore umano

Calpestavamo le miserie degli uomini
e ci pentivamo di essere eternamente vivi
tra i mostri che sfuggivano ai fumetti.
E, mentre la folla inferocita
intonava quel folle crucifige,
l’ennesimo,
avrei voluto solo tenerti
la mano
e volare con te
lontano da questo orrore
umano,
se solo avessi avuto ancora
le mie ali.

(Salvatore Castrianni, 2019)

Sea Watch 3

Chiamavamo madre cara
il pallido miraggio
che si intravedeva tra le doglie:
quel lembo di terra avara
che respinge e non accoglie.
Era speranza lungo il viaggio
e scaldava le braccia spoglie,
ora in rada l’umanità è ostaggio
e il mare diventa bara.

(Salvatore Castrianni, 2019)

Triangolo rosa

Il triangolo rosa sul mio petto
è solo una lacrima del cuore
dolore che si mescola al sudore
di un’umanità che senza biglietto
sfugge alla geometria dell’amore.

27 gennaio 2019, Giornata della Memoria

(Salvatore Castrianni, 2019)

Orizzonte

Ed è la linea dell’orizzonte
che mi fa sentire impercettibile
allo sguardo del cielo remoto,
microscopico nella vastità del tutto
di cui sono atomo infinito.

(Salvatore Castrianni, 2018)

Eppure ti ho amato

Eppure ti ho amato,
in silenzio,
per paura che il suono
ci destasse dal sogno,
senza dirtelo,
perché il tuo cuore sentisse
le parole taciute.
Eppure ti ho atteso
come si aspettano i giorni di riposo,
come si accoglie un presentimento
che impedisce il sonno di notte.
Eppure ti amo.

(Salvatore Castrianni, 2018)

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