Dillo tu a mammà di Pierpaolo Mandetta

Ci sono posti che sono luoghi del cuore, altri sono luoghi di contraddizione. E Trentinara è tutto ciò. Un paesino nel Cilento in cui tutti conoscono tutti e tutti si fanno gli affari di tutti, anche per rifuggire dalla noia.

Poi ci sono personaggi a cui ti affezioni sin dalle prime pagine e, anche quando ti stanno poco simpatici, non riesci a non immedesimarti, a vivere un pezzo della loro storia. E, quando la storia si intreccia con i luoghi e con i personaggi, alla fine del romanzo ti senti orfano di quella narrazione, che ormai è diventata la tua.

9788817094474_0_0_0_75.jpgLa storia di Samuele, il personaggio del romanzo di Pierpaolo Mandetta, è un po’ quella di diversi giovani cresciuti nel profondo Sud, in cui tradizioni e moralismi regnano sovrani per non perturbare l’apparente armonia, che spesso sconfina nella noia. Poi, si sa, la gente ha sempre bisogno di parlare e talvolta di sparlare, quindi ogni pettegolezzo è buono per evadere dalla monotonia. Ma, quando questo pettegolezzo riguarda l’omosessualità di un bravo figlio di famiglia, che è fuggito per inseguire i suoi sogni, tutto è diverso, specialmente se poi si scopre che Samuele in realtà è scappato perché portava un segreto troppo grande e troppo pesante per un ragazzino cresciuto in un piccolo paesino qualche decennio fa. Quando il padre poi è convinto di avere a casa un play boy e la mamma chioccia è in realtà un generale d’armata, la situazione si fa ancora più complessa. Continua a leggere

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#Antifa – Dizionario per fare a pezzi, parola per parola, la narrazione fascista – di Stefano Catone

antifa-j-cover-stesaSi altera la natura delle cose quando non si chiamano con il loro nome. Così si crea confusione e la confusione genera falsità. La falsità, poi, genera odio. E l’odio uccide.

La narrazione fascista si basa su falsità e odio. Li trasforma per renderli più appetibili alla pancia dei sempliciotti; crea ad hoc nemici immaginari per aggregare le masse disperate; fomenta idee distorte per ottenere consenso.

Non importa se le parole vengono pervertite e le verità artefatte. L’unica cosa che conta è passare dal 4% al 17%, esibendo spauracchi e mostrificando le persone, con l’indegna complicità di chi -dall’alto di una presunta autorevolezza- dice che “il fascismo è morto“. Mentono sapendo di mentire, solo per racimolare qualche voto in più, solo per giustificare la narrazione eufonica del proprio operato, che diventa assai piccolo e misero se osservato alla luce della verità e della dignità umana. Continua a leggere

Lacrime impure, il gesuita perfetto

20180327_160349.jpgHo divorato questo libro in un paio d’ore. Letta l’ultima parola, un senso di inquietudine mi ha assalito, come un brivido febbrile che scuote tutto il corpo. Un pugno allo stomaco forse, un tuffo in un passato doloroso.

“Lacrime impure” quelle che ho versato non appena ho chiuso il libro, riaprendo una ferita di un passato ormai lontano, che pare appartenere a un’altra persona, non a me.

Furio Monicelli descrive magnificamente l’annullamento della propria personalità, della ricerca personale, dello spirito critico, aspetti che divengono “immorali” per un “buon” gesuita.

Nel romanzo si contrappongono due figure principali: quella del personaggio, Andrea, che incarnerà le ipocrite sembianze de “il gesuita perfetto” (titolo originale del romanzo), e quella di Zanna, che vive il noviziato come un tormento e giunge a concludere che quello stile di vita è innaturale per un uomo intellettualmente vivace, poiché uccide la voglia di scoprire, di vivere, di affermare il proprio io e il proprio pensiero a scapito di una vita d’apparenza, fatta solo di monotone abitudini quotidiane create per annientare ogni alito di intima e autonoma riflessione.

Alla fine, per me, è Zanna il vero eroe, un uomo che comprende che le regole gesuitiche soffocano anche il minimo germe di vitalità e di fede, che allontano un credente dal suo dio per ingabbiarlo in una trappola di schemi dogmatici micidiali.

È più semplice vivere sotto l’egida di una veste talare, rifugiandosi dietro allo schermo dell’ipocrisia, delle frasi preconfezionate, vivendo in una dimensione protetta e “disumana”, che cercare di vivere liberamente in mezzo alla gente, affermando il proprio io divino.

Intrighi e scandali in Vaticano. L’ordine cattolico decaduto

Intrighi e scandali in Vaticano. L’ordine cattolico decaduto” interessantissimo libro sull’abitudine della Chiesa quando ha avuto a che fare con i preti pedofili, edito da Newton & Compton Editori e scritto da Karen Liebreich.

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L’Ordine delle Scuole Pie fu abolito per volere papale nel 1646, senza un apparente motivo e quasi improvvisamente. Fino all’apertura dell’Archivio Segreto del Vaticano nel 1998 i documenti relativi alla questione non erano disponibili e l’evento rimaneva un mistero, tanto più che il fondatore dell’ordine, José de Calasanz, è stato nominato santo e patrono delle scuole cattoliche nel mondo. Attraverso la consultazione di documenti riservati si è scoperto che proprio tra le fila di coloro che erano preposti all’istruzione dei giovani vi furono casi di pedofilia, tacitati dalle alte sfere. Solo quando le proteste aumentarono e lo scandalo divenne pubblico, si ricorse, con la riservatezza necessaria a salvare la reputazione, all’abolizione. Continua a leggere

#BreakSilenceOnAfrin

Gli angeli di Afrin ascendono al cielo,
piove sull’inferno dei miseri il gelo
infuocato che rimbomba muto nel vuoto,
non brillano le stelle nell’oscuro velo
di fumo che consegna la vita all’ignoto,
mentre graziano i piedi in fuga uno stelo
d’erba: una madre stringe il figlio immoto.

(Salvatore Castrianni, 18 marzo 2018)

#BreakSilenceOnAfrin

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Solo tre giorni 

a E.

Ci sono stati concessi solo tre giorni
perché gli anni non ti permettessero
di scoprire i miei spigoli acuminati
le mie infinite debolezze.

Ci sono stati concessi solo tre giorni
perché non possiamo lottare
contro l’eternità che ci divora
contro il tempo che ci iride.

Ci sono stati concessi solo tre giorni
perché il cielo non può perdonare
un amore che è esploso
con il caldo afoso di quel giugno.

(Salvatore Castrianni, 29 ottobre 2017)

“Fleur de cri”, Photo by Elia Maniscalco

Non devi essere perfetto

Non devi essere perfetto, nessuno te lo chiede e perché nessuno lo è.
Sii semplicemente te stesso.
Non tradire mai la tua natura, accettati così come sei, con le tue fragilità e le tue forze, i tuoi difetti e le tue virtù. Indossare la maschera di qualcun altro non ti è utile, non ti porterà gioia.
Devi solamente essere te stesso, perché sei unico, perché nessuno è come te.
(SC, 2017)
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