Canto XVII

Vorrei sedermi vicino a te in silenzio,
ma non ne ho il coraggio: temo che
il mio cuore mi salga alle labbra.
Ecco perché parlo stupidamente e nascondo
il mio cuore dietro le parole.
Tratto crudelmente il mio dolore per paura
che tu faccia lo stesso.

(Federico García Lorca)


La poesia di Federico García Lorca è caratterizzata dai temi dell'amore e del silenzio. 

A Víznar, il 19 agosto 1936, i fascisti lo fucilarono e lo gettarono in una fossa comune.

Visse solo 38 anni, ma ci ha donato poesie sublimi come questa.
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Ripercorro con gli occhi 

a E.

Ripercorro con gli occhi 
i tratti della lettera che mi hai lasciato
il giorno in cui sei partito.
E si dileguano le voci degli sciocchi
che si arrovellano sugli inganni di Medea.
E mi tormenta la distanza
di te che non sei idea,
ma sostanza.

(Salvatore Castrianni, 2017) Continue reading “Ripercorro con gli occhi “

Prima gli esseri umani. “Voi sapete, l’indifferenza uccide” di G. Civati

Il governo di Orban in Ungheria ha reso un reato anche l’umanità: sfamare i migranti “illegali”. Devono morire di fame. E poco importa che siano esseri umani. È giusto lasciare una ciotola d’acqua davanti a un portone per permettere ai cani di dissetarsi durante i mesi di calura estiva perché siamo persone civili, ma se sono “clandestini” non bisogna offrire loro un ristoro.

Questa è solo l’ultima balordaggine in ordine di tempo che fomenta la xenofobia e non è necessario uscire dai confini italiani per toccare con mano un orrore simile. Basta pensare alle scorse elezioni in Italia per comprendere quanto lo spauracchio dell’immigrato mostrificato e reso un nemico pericoloso abbia ghermito la coscienza di tanti connazionali.

Se il verde prima era il colore della speranza, adesso è la tinta del razzismo. Una forza politica, che ha sempre avuto bisogno di un nemico da combattere, ha semplicemente spostato il mirino del proprio fucile: prima eravamo noi persone del Sud, i “terroni”, a dover essere ricoperti dalla lava del vulcano più prossimo per mascherare il nostro odore, mentre pure i cani fuggivano al nostro passaggio. Evidentemente, secondo questi personaggi politici, negli ultimi tempi abbiamo scoperto l’uso del deodorante e quindi ora sono i migranti sui bus a emanare un lezzo sgradevole, quegli stessi clandestini ospitati negli alberghi a cinque stelle con l’iPhone in mano e pagati dallo Stato, giusto per citare le falsità della propaganda xenofoba di questi imbonitori. Continue reading “Prima gli esseri umani. “Voi sapete, l’indifferenza uccide” di G. Civati”

Eppure ti ho amato

Eppure ti ho amato,
in silenzio,
per paura che il suono
ci destasse dal sogno,
senza dirtelo,
perché il tuo cuore sentisse
le parole taciute.
Eppure ti ho atteso
come si aspettano i giorni di riposo,
come si accoglie un presentimento
che impedisce il sonno di notte.
Eppure ti amo.

(Salvatore Castrianni, 2018)

#Antifa – Dizionario per fare a pezzi, parola per parola, la narrazione fascista – di Stefano Catone

Si altera la natura delle cose quando non si chiamano con il loro nome. Così si crea confusione e la confusione genera falsità. La falsità, poi, genera odio. E l’odio uccide.

La narrazione fascista si basa su falsità e odio. Li trasforma per renderli più appetibili alla pancia dei sempliciotti; crea ad hoc nemici immaginari per aggregare le masse disperate; fomenta idee distorte per ottenere consenso.

Non importa se le parole vengono pervertite e le verità artefatte. L’unica cosa che conta è passare dal 4% al 17%, esibendo spauracchi e mostrificando le persone, con l’indegna complicità di chi -dall’alto di una presunta autorevolezza- dice che “il fascismo è morto“. Mentono sapendo di mentire, solo per racimolare qualche voto in più, solo per giustificare la narrazione eufonica del proprio operato, che diventa assai piccolo e misero se osservato alla luce della verità e della dignità umana. Continue reading “#Antifa – Dizionario per fare a pezzi, parola per parola, la narrazione fascista – di Stefano Catone”

#BreakSilenceOnAfrin

Gli angeli di Afrin ascendono al cielo,
piove sull’inferno dei miseri il gelo
infuocato che rimbomba muto nel vuoto,
non brillano le stelle nell’oscuro velo
di fumo che consegna la vita all’ignoto,
mentre graziano i piedi in fuga uno stelo
d’erba: una madre stringe il figlio immoto.

(Salvatore Castrianni, 18 marzo 2018)

#BreakSilenceOnAfrin

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Solo tre giorni 

a E.

Ci sono stati concessi solo tre giorni
perché gli anni non ti permettessero
di scoprire i miei spigoli acuminati
le mie infinite debolezze.

Ci sono stati concessi solo tre giorni
perché non possiamo lottare
contro l’eternità che ci divora
contro il tempo che ci irride.

Ci sono stati concessi solo tre giorni
perché il cielo non può perdonare
un amore che è esploso
con il caldo afoso di quel giugno.

(Salvatore Castrianni, 29 ottobre 2017) Continue reading “Solo tre giorni “

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