Foibe

Straniera al nostro martirio
è la memoria vostra:
tace e più non ode il mugghio
che erose le calcaree rocce
che inumarono le esistenze
le anime nostre legate
dall’indeformabile dolce
trafilato d’acciaio
e solo le torrentizie acque
placano l’arsura delle gole
soffocate in quegli antri
che voi chiamate foibe.

(Salvatore Castrianni, “Ladro di emozioni“, 2006)

 

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O look, look in the mirror

O look, look in the mirror,
O look in your distress:
Life remains a blessing
Although you cannot bless.

(As I Walked Out One Evening, Wystan Hugh Auden)
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Oh, guarda, guardati allo specchio,
osserva la tua angoscia:
la vita è ancora una benedizione
anche se benedire tu non sai.

*Una mia libera traduzione*

(Salvatore Castrianni, 2016)

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I limoni (Eugenio Montale)

Ascoltami, i poeti laureati
si muovono soltanto fra le piante
dai nomi poco usati: bossi ligustri o acanti.
lo, per me, amo le strade che riescono agli erbosi
fossi dove in pozzanghere
mezzo seccate agguantano i ragazzi
qualche sparuta anguilla:
le viuzze che seguono i ciglioni,
discendono tra i ciuffi delle canne
e mettono negli orti, tra gli alberi dei limoni.

Meglio se le gazzarre degli uccelli
si spengono inghiottite dall’azzurro:
più chiaro si ascolta il susurro
dei rami amici nell’aria che quasi non si muove,
e i sensi di quest’odore
che non sa staccarsi da terra
e piove in petto una dolcezza inquieta. Continua a leggere

Si dubita sempre delle cose più belle

«È vero, tu hai ragione, come sempre, quando dici che si dubita sempre delle cose ci stanno troppo a cuore, che si teme di perderle, perché la vita è tanto triste, perché il destino è tanto avaro. Ma io, Renata, io che dubito di tante cose, io che il troppo pensare ha fatto così incerto ed esitante, io ho una certezza, salda, incrollabile, superba: che l’amor tuo sarà la consolazione di tutta la mia vita, che assorbirà tutte quante le mie potenze affettive, tutta quanta la mia capacità di amare».

(«Si dubita sempre delle cose più belle», Federico De Roberto, ed. Bompiani, carteggio tra l’autore de “I viceré” e l’amante Renata Valle Ribera).

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Momenti di tenerezze fugaci

Momenti di tenerezze fugaci
in attimi eterni arrestano
l’inesorabilità del tempo.

E si schiude il Paradiso
per quegli istanti segreti
in cui il mondo svanisce

mentre tra le labbra rimane
soltanto la forza del silenzio
che la passione alimenta.

(Salvatore Castrianni, “Memorie proibite”, 2013)

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Confidare – Antonia Pozzi

Ho tanta fede in te. Mi sembra
che saprei aspettare la tua voce
in silenzio, per secoli
di oscurità.

Tu sai tutti i segreti,
come il sole:
potresti far fiorire
i gerani e la zagara selvaggia
sul fondo delle cave
di pietra, delle prigioni
leggendarie. Continua a leggere

L’alluvione ha sommerso il pack dei mobili – Eugenio Montale

L’alluvione ha sommerso il pack dei mobili,
delle carte, dei quadri che stipavano
un sotterraneo chiuso a doppio lucchetto.
Forse hanno ciecamente lottato i marocchini
rossi, le sterminate dediche di Du Bos,
il timbro a ceralacca con la barba di Ezra,
il Valéry di Alain, l’originale
dei Canti Orfici – e poi qualche pennello
da barba, mille cianfrusaglie e tutte
le musiche di tuo fratello Silvio.
Dieci, dodici giorni sotto un’atroce morsura
di nafta e sterco. Certo hanno sofferto
tanto prima di perdere la loro identità. Continua a leggere