Silenzio

Silenzio.
Ché s’ode un rumore nel nulla
dopo il crudele sconquasso
nella polverosa sacca d’aria
flebile echeggia una voce.

Silenzio.
Pietà chiede alla maceria
che sottrae la salvifica luce
e muta il tellurico collasso
la casa in lugubre culla.

(Salvatore Castrianni, Terremoto Centro Italia, 24 agosto 2016)

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La pace

La pace non è umana,
ma un fugace riflesso divino,
che traluce in seno alla guerra.
Tace, non può l’uomo udirne
la voce ormai da tempo silente;
una coltre di pece ricopre il mondo.

(Salvatore Castrianni, Ladro di Emozioni, ed. Il Filo, 2006)

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Terra antica d’agavi e fichi

Terra antica d’agavi e fichi,
terra mia cara che ardi e avvampi,
ti scopro ancor incantevole,
a ogni recondito tuo angolo
sento che non ti conosco.

Terra di ginestre e canneti,
terra mia cullata dal mare,
i tuoi monti toccano il cielo
e mi perdo nella tua storia,
che il vile presente confonde.

 

(Salvatore Castrianni, “Memorie proibite”, 2013)

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E amai nuovamente

Ed amai nuovamente; e fu di Lina
dal rosso scialle il più della mia vita.
Quella che cresce accanto a noi, bambina
dagli occhi azzurri, è dal suo grembo uscita.

Trieste è la città, la donna è Lina,
per cui scrissi il mio libro di più ardita
sincerità; né dalla sua fu fin ad oggi mai l’anima partita.

Ogni altro conobbi umano amore;
ma per Lina torrei di nuovo un’altra
vita, di nuovo vorrei cominciare.

Per l’altezze l’amai del suo dolore;
perché tutto fu al mondo, e non mai scaltra,
e tutto seppe, e non se stessa, amare.

(Umberto Saba)

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Ho pianto i tuoi morti a Orlando.

Ho pianto i tuoi morti
perché erano i miei.
Ho pianto i tuoi morti
a Madrid e a Londra,
a Parigi e a Tolosa,
a Boston e a San Bernardino
e poi a Bruxelles.
Ho pianto i tuoi morti
anche dove non arriva
il sole della tua carità.
Ho pianto i tuoi morti
perché con loro era offesa
anche la mia dignità.
Piango da solo i miei morti
a Orlando, al Pulse
perché quelli forse
sono solo i miei morti.
Piango da solo i miei morti
perché sono miei fratelli,
perché l’odio del diverso
ti uccide quotidianamente
quando abbassi lo sguardo,
quando fingi di non sentire,
quando di sottecchi la gente
indica ciò che davvero fa paura:
la libertà, la voglia di esistere.
Ho pianto anche i tuoi morti
a Orlando, al Pulse.

(Salvatore Castrianni, 12 giugno 2016)

 

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Non parlarmi d’amore

 

ad A.

 

Non parlarmi d’amore
come si parla del domani
che è già adesso e fugge.
Tu che mi rapisci la mente
raccontami della quotidianità
della vita che ci attraversa
quando la passione ormai ci spossa.
Io posso solo dedicarti poesie
perché con te i versi non restano
sulla carta che ingiallisce
ma si sollevano e volteggiano
nell’aria che raccoglie il nostro odore
e mentre ti sussurro all’orecchio
sento che mi respiri sul cuore.

 

Salvatore Castrianni, 28 febbraio 2016

 

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Non calcheranno questa sabbia

Non calcheranno questa sabbia
i piedi scalzi feriti dalla gelida acqua
che trafigge come acuminati
spilli i corpi e le anime
e nell’abisso blu annega
la speranza dell’umana dignità.

(Salvatore Castrianni, 20 febbraio 2016,  Naufragio di Siculiana.)

 

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Esplode dei ladri di vita

Esplode dei ladri di vita
l’infima e perversa collera
che agli affetti sottrae
le esistenze sorprese,
si fanno improvvisamente
grandi i caratteri brevi
che aprono le porte
ai sopravvissuti attoniti.
Spenta è la Torre,
trema la voce,
tace la vita,
muore la pace.

(Salvatore Castrianni, 13 novembre 2015)

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