Solo tre giorni 

a E.

Ci sono stati concessi solo tre giorni
perché gli anni non ti permettessero
di scoprire i miei spigoli acuminati
le mie infinite debolezze.

Ci sono stati concessi solo tre giorni
perché non possiamo lottare
contro l’eternità che ci divora
contro il tempo che ci iride.

Ci sono stati concessi solo tre giorni
perché il cielo non può perdonare
un amore che è esploso
con il caldo afoso di quel giugno.

(Salvatore Castrianni, 29 ottobre 2017)

“Fleur de cri”, Photo by Elia Maniscalco

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Non devi essere perfetto

Non devi essere perfetto, nessuno te lo chiede e perché nessuno lo è.
Sii semplicemente te stesso.
Non tradire mai la tua natura, accettati così come sei, con le tue fragilità e le tue forze, i tuoi difetti e le tue virtù. Indossare la maschera di qualcun altro non ti è utile, non ti porterà gioia.
Devi solamente essere te stesso, perché sei unico, perché nessuno è come te.
(SC, 2017)
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Avrei voluto regalarti

Avrei voluto regalarti  20170815_193440
l’eternità, ma mi hai vissuto
solo il tempo di una stagione
troppo breve per maledire
i ricordi, per coltivare memorie.
E non vivremo la città d’autunno
perché il sole d’estate brucia
gli amori nati acerbi,
perché ci smarriamo subito
tra dubbi e opportunità,
che si prendono gioco di noi,
perché si scordano presto
gli occhi che non si incrociano,
le labbra che non si baciano.

(Salvatore Castrianni, 2017)

Non ho mai conosciuto il nome di dio, ma conosco il tuo

a E.

 

Non ho mai conosciuto il nome di dio,
ma conosco il tuo assai meno empio
e non servono angeli o demòni
a esaltarne l’immensità,
a cantarne la dolcezza,
a intonarne il suono antico e celestiale.
Quattro lettere marchiate sul petto
perché quello è l’unico paradiso,
quando il tuo capo vi si poggia.
E altro non oso chiedere
se non quell’attimo eterno.

(Salvatore Castrianni, 2017)

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“Star of the Helping Hand” Snowflakes series /30 Photo by Elia Maniscalco

Tommaso e quel calcio mai dato al pallone

Chissà cosa penserà la gente!?”.
Tommaso era cresciuto sentendo questa frase, che come un mantra tibetano risuonava nella sua mente ogni volta che doveva fare qualsiasi cosa.
Sai com’è! La gente parla!”. A volte sparla pure.

ReadingÈ proprio vero che il modo in cui veniamo cresciuti ci influenza da adulti. L’educazione ricevuta tratteggia la personalità con segni profondi, impronta i comportamenti. E, pure se sono passati trent’anni, Tommaso quel mantra lo sente echeggiare ancora, anche se ora si preoccupa di meno dei giudizi della gente, delle dicerie, delle chiacchiere maligne fatte con la mano davanti alla bocca, come se questo schermo impedisse al cielo di sentire. Quella mano dovrebbe stare sulla coscienza, non dovrebbe coprire le labbra. Continua a leggere