Non devi essere perfetto

Non devi essere perfetto, nessuno te lo chiede e perché nessuno lo è.
Sii semplicemente te stesso.
Non tradire mai la tua natura, accettati così come sei, con le tue fragilità e le tue forze, i tuoi difetti e le tue virtù. Indossare la maschera di qualcun altro non ti è utile, non ti porterà gioia.
Devi solamente essere te stesso, perché sei unico, perché nessuno è come te.
(SC, 2017)

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Avrei voluto regalarti

Avrei voluto regalarti
l’eternità, ma mi hai vissuto
solo il tempo di una stagione
troppo breve per maledire
i ricordi, per coltivare memorie.
E non vivremo la città d’autunno
perché il sole d’estate brucia
gli amori nati acerbi,
perché ci smarriamo subito
tra dubbi e opportunità,
che si prendono gioco di noi,
perché si scordano presto
gli occhi che non si incrociano,
le labbra che non si baciano.

(Salvatore Castrianni, 2017) Continue reading “Avrei voluto regalarti”

Non ho mai conosciuto il nome di dio, ma conosco il tuo

a E.

 

Non ho mai conosciuto il nome di dio,
ma conosco il tuo assai meno empio
e non servono angeli o demòni
a esaltarne l’immensità,
a cantarne la dolcezza,
a intonarne il suono antico e celestiale.
Quattro lettere marchiate sul petto
perché quello è l’unico paradiso,
quando il tuo capo vi si poggia.
E altro non oso chiedere
se non quell’attimo eterno.

(Salvatore Castrianni, 2017) Continue reading “Non ho mai conosciuto il nome di dio, ma conosco il tuo”

Tommaso e quel calcio mai dato al pallone

Chissà cosa penserà la gente!?”.
Tommaso era cresciuto sentendo questa frase, che come un mantra tibetano risuonava nella sua mente ogni volta che doveva fare qualsiasi cosa.
Sai com’è! La gente parla!”. A volte sparla pure.

È proprio vero che il modo in cui veniamo cresciuti ci influenza da adulti. L’educazione ricevuta tratteggia la personalità con segni profondi, impronta i comportamenti. E, pure se sono passati trent’anni, Tommaso quel mantra lo sente echeggiare ancora, anche se ora si preoccupa di meno dei giudizi della gente, delle dicerie, delle chiacchiere maligne fatte con la mano davanti alla bocca, come se questo schermo impedisse al cielo di sentire. Quella mano dovrebbe stare sulla coscienza, non dovrebbe coprire le labbra. Continue reading “Tommaso e quel calcio mai dato al pallone”

Abbiamo perso (Pablo Neruda)

Abbiamo perso anche questo crepuscolo.
Nessuno ci ha visto stasera mano nella mano
mentre la notte azzurra cadeva sul mondo.

Ho visto dalla mia finestra
la festa del tramonto sui monti lontani.

A volte, come una moneta
mi si accendeva un pezzo di sole tra le mani
lo ti ricordavo con l’anima oppressa
da quella tristezza che tu mi conosci.

Dove eri allora?
Tra quali genti?
Dicendo quali parole?
Perché mi investirà tutto l’amore di colpo
quando mi sento triste e ti sento lontana?

È caduto il libro che sempre si prende al crepuscolo
e come cane ferito il mantello mi si è accucciato tra i piedi.

Sempre, sempre ti allontani la sera
e vai dove il crepuscolo corre cancellando statue.

(Pablo Neruda) Continue reading “Abbiamo perso (Pablo Neruda)”

Dillo tu a mammà di Pierpaolo Mandetta

Ci sono posti che sono luoghi del cuore, altri sono luoghi di contraddizione. E Trentinara è tutto ciò. Un paesino nel Cilento in cui tutti conoscono tutti e tutti si fanno gli affari di tutti, anche per rifuggire dalla noia.

Poi ci sono personaggi a cui ti affezioni sin dalle prime pagine e, anche quando ti stanno poco simpatici, non riesci a non immedesimarti, a vivere un pezzo della loro storia. E, quando la storia si intreccia con i luoghi e con i personaggi, alla fine del romanzo ti senti orfano di quella narrazione, che ormai è diventata la tua.

La storia di Samuele, il personaggio del romanzo di Pierpaolo Mandetta, è un po’ quella di diversi giovani cresciuti nel profondo Sud, in cui tradizioni e moralismi regnano sovrani per non perturbare l’apparente armonia, che spesso sconfina nella noia. Poi, si sa, la gente ha sempre bisogno di parlare e talvolta di sparlare, quindi ogni pettegolezzo è buono per evadere dalla monotonia. Ma, quando questo pettegolezzo riguarda l’omosessualità di un bravo figlio di famiglia, che è fuggito per inseguire i suoi sogni, tutto è diverso, specialmente se poi si scopre che Samuele in realtà è scappato perché portava un segreto troppo grande e troppo pesante per un ragazzino cresciuto in un piccolo paesino qualche decennio fa. Quando il padre poi è convinto di avere a casa un play boy e la mamma chioccia è in realtà un generale d’armata, la situazione si fa ancora più complessa. Continue reading “Dillo tu a mammà di Pierpaolo Mandetta”

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