Gli inguini (Alda Merini)

Gli inguini sono la forza dell’anima,
tacita, oscura,
un germoglio di foglie
da cui esce il seme del vivere.
Gli inguini sono tormento,
sono poesia e paranoia,
delirio di uomini.
Perdersi nella giungla dei sensi,
asfaltare l’anima di veleno,
ma dagli inguini può germogliare Dio
e sant’Agostino e Abelardo,
allora il miscuglio delle voci
scenderà fino alle nostre carni
a strapparci il gemito oscuro
delle nascite ultraterrestri.

(Alda Merini,  “La terra santa”) Continua a leggere “Gli inguini (Alda Merini)”

L’albatros (Alda Merini)

Io ero un uccello
dal bianco ventre gentile
qualcuno mi ha tagliato la gola
per riderci sopra
non so.
Io ero un albatro grande
e volteggiavo sui mari
qualcuno ha fermato il mio viaggio
senza nessuna carità di suono.
Ma anche distesa per terra
io canto ora per te
le mie canzoni d’amore.

(Alda Merini)

Da Vuoto d’amore, © 1991 Giulio Einaudi Editore SpA, Torino

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Fa scempio degli affetti il tempo

Fa scempio degli affetti il tempo,
esempio delle offese
che la memoria perpetra,
relegando nell’oblio i sentimenti

e profana il nostro ricordo stinto
la mente dagli anni corrosa,
che di pallide ombre dipinge
il nostro illividito passato.

(Salvatore Castrianni, Ladro di Emozioni, Ed. Il Filo, 2006)

In ricordo di Alda Merini

Quattro anni fa a Milano si spegneva la grande poetessa Alda Merini, verso la quale nutro un grave debito letterario.
La sua è stata una poesia di divergenza di dolore, passione sensuale e mistica, ascesi dell’anima e gabbia della mente.
Mi spiace solo che i più la conoscano per qualche apparizione in televisione o, quando parlano di lei, la identifichino come “la pazza della porta accanto”, mentre Alda Merini era soltanto un astro splendente.

Nella sua geniale follia poetica, si è imposta nel panorama letterario del secondo Novecento, senza mai risultare banale.

La grande Signora scriveva “Più mi lasciano sola più splendo“.
Adesso scintilli ineguagliata nel cielo della nostra letteratura.

La terra ti sia lieve.

PS. Vi consiglio il sito ufficiale delle figlie per ricordare l’immensa Alda Merini.

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Lettere (Alda Merini)

“a Silvana Rovelli”.

Rivedo le tue lettere d’amore
illuminata, adesso, dal distacco;
senza quasi rancore…

L’illusione era forte a sostenerci;
ci reggevamo entrambi negli abbracci
pregando che durassero gli intenti,
ci promettemmo il «sempre» degli amanti,
certi nei nostri spiriti d’Iddii…

E hai potuto lasciarmi,
e hai potuto intuire un’altra luce
che seguitasse dopo le mie spalle!

Mi hai suscitato dalle scarse origini
con richiami di musica divina,
mi hai resa divergenza di dolore,
spazio per la tua vita di ricerca
per abitarmi il tempo di un errore

…E mi hai lasciato solo le tue lettere
onde ne ribevessi la mia assenza!

(Alda Merini, Gennaio 1949)

 

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