Terra antica d’agavi e fichi

Terra antica d’agavi e fichi,
terra mia cara che ardi e avvampi,
ti scopro ancor incantevole,
a ogni recondito tuo angolo
sento che non ti conosco.

Terra di ginestre e canneti,
terra mia cullata dal mare,
i tuoi monti toccano il cielo
e mi perdo nella tua storia,
che il vile presente confonde.

 

(Salvatore Castrianni, “Memorie proibite”, 2013)

 

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E amai nuovamente

Ed amai nuovamente; e fu di Lina
dal rosso scialle il più della mia vita.
Quella che cresce accanto a noi, bambina
dagli occhi azzurri, è dal suo grembo uscita.

Trieste è la città, la donna è Lina,
per cui scrissi il mio libro di più ardita
sincerità; né dalla sua fu fin ad oggi mai l’anima partita. Continue reading “E amai nuovamente”

Non parlarmi d’amore

 

ad A.

 

Non parlarmi d’amore
come si parla del domani
che è già adesso e fugge.
Tu che mi rapisci la mente
raccontami della quotidianità
della vita che ci attraversa
quando la passione ormai ci spossa.
Io posso solo dedicarti poesie
perché con te i versi non restano
sulla carta che ingiallisce
ma si sollevano e volteggiano
nell’aria che raccoglie il nostro odore
e mentre ti sussurro all’orecchio
sento che mi respiri sul cuore. Continue reading “Non parlarmi d’amore”

Non calcheranno questa sabbia

Non calcheranno questa sabbia
i piedi scalzi feriti dalla gelida acqua
che trafigge come acuminati
spilli i corpi e le anime
e nell’abisso blu annega
la speranza dell’umana dignità.

(Salvatore Castrianni, 20 febbraio 2016,  Naufragio di Siculiana)

Alcune solitudini invisibili

Alcune solitudini invisibili
non sono contemplate dalle parole,
dalle opinioni e dai discorsi,
che nel nulla molesti turbinano
e solo i silenzi restituiscono
dignità all’ansia di sperare.

(Salvatore Castrianni, 2015)

 

 

Non offrirmi parole

Non offrirmi parole
che odorano di fumo,
promesse irreali
che all’aria svaniscono.

Donami solo silenzi,
attimi sottratti al suono
e risolvi tra le tue braccia
le inquietudini che vivo.

(Salvatore Castrianni)

 

 

Assai spesso avverto

Assai spesso avverto
la mia totale incapacità
a contenere l’affetto
quotidiano che mi doni
e mi sento insufficiente
a sillabare le emozioni
che dentro me turbinano.

(Salvatore Castrianni, “Memorie Proibite”, 2013)

 

 

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