Intrighi e scandali in Vaticano. L’ordine cattolico decaduto

Intrighi e scandali in Vaticano. L’ordine cattolico decaduto” interessantissimo libro sull’abitudine della Chiesa quando ha avuto a che fare con i preti pedofili, edito da Newton & Compton Editori e scritto da Karen Liebreich.

L’Ordine delle Scuole Pie fu abolito per volere papale nel 1646, senza un apparente motivo e quasi improvvisamente. Fino all’apertura dell’Archivio Segreto del Vaticano nel 1998 i documenti relativi alla questione non erano disponibili e l’evento rimaneva un mistero, tanto più che il fondatore dell’ordine, José de Calasanz, è stato nominato santo e patrono delle scuole cattoliche nel mondo. Attraverso la consultazione di documenti riservati si è scoperto che proprio tra le fila di coloro che erano preposti all’istruzione dei giovani vi furono casi di pedofilia, tacitati dalle alte sfere. Solo quando le proteste aumentarono e lo scandalo divenne pubblico, si ricorse, con la riservatezza necessaria a salvare la reputazione, all’abolizione. Continue reading “Intrighi e scandali in Vaticano. L’ordine cattolico decaduto”

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Lettere (Alda Merini)

“a Silvana Rovelli”

Rivedo le tue lettere d’amore
illuminata, adesso, dal distacco;
senza quasi rancore…

L’illusione era forte a sostenerci;
ci reggevamo entrambi negli abbracci
pregando che durassero gli intenti,
ci promettemmo il «sempre» degli amanti,
certi nei nostri spiriti d’Iddii…

E hai potuto lasciarmi,
e hai potuto intuire un’altra luce
che seguitasse dopo le mie spalle!

Mi hai suscitato dalle scarse origini
con richiami di musica divina,
mi hai resa divergenza di dolore,
spazio per la tua vita di ricerca
per abitarmi il tempo di un errore

…E mi hai lasciato solo le tue lettere
onde ne ribevessi la mia assenza!

(Alda Merini, Gennaio 1949) Continue reading “Lettere (Alda Merini)”

Hamed che aveva la testa tra le nuvole

Il maestro glielo diceva sempre quando per punirlo bacchettava le sue mani: «Tu hai la testa tra le nuvole!».

Hamed pensò al maestro Youssef quando Pedro, un medico di Emergency arrivato da un mese al villaggio, gli rubò un bacio in una sera di giugno.
«Pequeño, eres mi nefelibata!» (Sei il mio piccolo sognatore!) gli diceva Pedro, alludendo al fatto che avesse la mente persa tra le nuvole dei suoi pensieri. E Hamed sorrideva.

Alla fine dell’estate, Pedro tornò a Madrid. Non si sarebbero più rivisti.
Ma, con la partenza del giovane medico, arrivarono gli uomini vestiti di nero. In lunghe file scure, salivano verso il villaggio sollevando polvere e sabbia. In poche ore se ne impadronirono.

Hamed assistette attonito alla sequela di orrori degli sconosciuti vestiti di nero, con lo sguardo basso per evitare che leggessero il terrore nei suoi occhi scuri, fino a quel maledetto mercoledì.

A calci gli uomini del califfo buttarono giù la porta della casa di Hamed. Urlando misero a soqquadro ogni cosa, finché non lo trovarono rannicchiato in un angolo. Lui non capiva, provava solo terrore.

Subì ogni genere di tortura durante quella notte senza fine.
A mezzogiorno gli intimarono di alzarsi. Il volto tumefatto di Hamed non aveva più niente di umano. Lo obbligarono a salire le scale, che al giovane sembrarono infinite.

«Guardate questo rifiuto umano!» urlò quello che doveva essere il capo degli uomini in nero. «Questa è la fine che fanno i sodomiti!».
Solo allora Hamed capì di essere stato tradito da qualcuno degli abitanti del villaggio, solo allora comprese il perché di quella notte di sevizie. Continue reading “Hamed che aveva la testa tra le nuvole”

Foibe

Straniera al nostro martirio
è la memoria vostra:
tace e più non ode il mugghio
che erose le calcaree rocce
che inumarono le esistenze
le anime nostre legate
dall’indeformabile dolce
trafilato d’acciaio
e solo le torrentizie acque
placano l’arsura delle gole
soffocate in quegli antri
che voi chiamate foibe.

(Salvatore Castrianni, “Ladro di emozioni“, 2006) Continue reading “Foibe”

Lacrime impure, il gesuita perfetto

Ho divorato questo libro in un paio d’ore. Letta l’ultima parola, un senso di inquietudine mi ha assalito, come un brivido febbrile che scuote tutto il corpo. Un pugno allo stomaco forse, un tuffo in un passato doloroso.

“Lacrime impure” quelle che ho versato non appena ho chiuso il libro, riaprendo una ferita di un passato ormai lontano, che pare appartenere a un’altra persona, non a me.

Furio Monicelli descrive magnificamente l’annullamento della propria personalità, della ricerca personale, dello spirito critico, aspetti che divengono “immorali” per un “buon” gesuita. Continue reading “Lacrime impure, il gesuita perfetto”

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