Non ho mai conosciuto il nome di dio, ma conosco il tuo

a E.

 

Non ho mai conosciuto il nome di dio,
ma conosco il tuo assai meno empio
e non servono angeli o demòni
a esaltarne l’immensità,
a cantarne la dolcezza,
a intonarne il suono antico e celestiale.
Quattro lettere marchiate sul petto
perché quello è l’unico paradiso,
quando il tuo capo vi si poggia.
E altro non oso chiedere
se non quell’attimo eterno.

(Salvatore Castrianni, 2017) Continue reading “Non ho mai conosciuto il nome di dio, ma conosco il tuo”

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Foibe

Straniera al nostro martirio
è la memoria vostra:
tace e più non ode il mugghio
che erose le calcaree rocce
che inumarono le esistenze
le anime nostre legate
dall’indeformabile dolce
trafilato d’acciaio
e solo le torrentizie acque
placano l’arsura delle gole
soffocate in quegli antri
che voi chiamate foibe.

(Salvatore Castrianni, “Ladro di emozioni“, 2006) Continue reading “Foibe”

Il poeta è un uomo pressoché inutile

Il poeta è un uomo pressoché inutile perché non genera valore economico, se non da morto, non produce merci, non fabbrica prodotti spendibili.
Il poeta è un essere prepotentemente molesto perché non sta mai zitto, perché non si asservisce al potere, perché guarda al di là delle ombre, perché analizza gli eventi con gli occhi dell’introspezione pura.
Se avessimo dato retta a certi critici, a certi filologi, a certi letterati e a certi editori, non avremmo mai avuto Saba, Montale, Ungaretti, Pozzi, Penna e Merini, saremmo ancora fermi al canone petrarchesco.
Quando certuni capiranno che la poesia è carne viva, è sogno, è disperata speranza, è codificazione e sperimentazione allo stesso tempo, quando certuni capiranno che la poesia è creazione onirica e reale e che va oltre le forsennate analisi degli esegeti dell’ultima ora sarà troppo tardi.

(Salvatore Castrianni, 2016)

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