L’Aquila trema

È sconquassato il mondo di notte,
si delinea un tristo scenario
di morte, s’alza mesto un sipario:
vite minute a brandelli ridotte.

Trema la terra che tutto inghiotte,
muta la casa in vile ossario
pure la pietra diventa un sudario.
Si fugge come selvatiche frotte.

Della natura s’ode il vigore,
piangon le madri la morte dei figli
schiacciati dalle gravose macerie,

vinti nei loro tiepidi giacigli,
sì indifesi nel notturno algore,
che involge queste mortali miserie.

(Sonetto per il terremoto de L’Aquila, 2009, Salvatore Castrianni, “Memorie proibite”, 2013)

Terremoto-LAquila

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Silenzio

Silenzio.
Ché s’ode un rumore nel nulla
dopo il crudele sconquasso
flebile echeggia una voce
nella polverosa sacca d’aria.

Silenzio.
Pietà chiede alla maceria
che sottrae la salvifica luce
e muta il tellurico collasso
la casa in lugubre culla.

(Salvatore Castrianni, Terremoto Centro Italia, 3:36, 24 agosto 2016)

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Sorriso di un angelo

Si stravolge la storia:
la madre che il figlio
mesta seppellisce.

E vederti andare via,
figlio mio, in quella scatola bianca
che il tuo domani custodisce,
è uno strazio immane.

Angelo mio, sepolto due volte,
il tuo futuro è passato
e, sotto le gravi macerie,
la tua innocenza sorride.

Un goccio ancora il mio viso
solca, nel ricordo degli occhi tuoi,
l’unica cosa che di te mi resta.


31 ottobre 2002 – San Giuliano di Puglia

(Salvatore Castrianni,  Ladro di emozioni, 2006)
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