Nella notte che geme il tuo patire (Alda Merini)

Nella notte che geme il tuo patire
irto di inganni e che dannata cresce
questa stanca paura di dormire
che mi abbaglia pure l’avvenire
che tarda invece.

Così su questa grazia malaccorta
di gemme che mi fa a volte paura
la tua possanza pur raccolta e pura
si gemma di prudenza.

Potessi amore mio di te far senza
mentre che mi aggroviglio alle distanze
ferma come se fossi il mio destino cieco
trovo in te che sei divino
l’ansia di questo fervido divieto,

O tu possente mia carezza e vento
dimmi che sento ancora la violenza
di un sussulto profondo e magistrale
dimmi amore che non sei il mio maestrale
ma solo vento.

Alda Merini
da Vuoto d’amore, © 1991 Giulio Einaudi Editore SpA, Torino

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Dicotomia

Stupendo
come il cielo a mezzanotte,
l’amore nostro
la freddezza del tramonto
non ha mai conosciuto.
Parlarti
senza muovere le labbra,
abbracciarti
senza nemmeno sfiorarti,
baciarti dolcemente
senza che le nostre bocche s’incontrino,
vivere con te
e non averti mai incontrato.
Questa è la dicotomia
che il nostro amore
particolare ed unico rende,
che fa splendere nei tuoi occhi
le stelle a mezzogiorno,
che fa tramontare il sole all’alba
solo sul tuo corpo.

(Salvatore Castrianni, “Ladro di emozioni“, 2006) Continua a leggere “Dicotomia”

Gli inguini (Alda Merini)

Gli inguini sono la forza dell’anima,
tacita, oscura,
un germoglio di foglie
da cui esce il seme del vivere.
Gli inguini sono tormento,
sono poesia e paranoia,
delirio di uomini.
Perdersi nella giungla dei sensi,
asfaltare l’anima di veleno,
ma dagli inguini può germogliare Dio
e sant’Agostino e Abelardo,
allora il miscuglio delle voci
scenderà fino alle nostre carni
a strapparci il gemito oscuro
delle nascite ultraterrestri.

(Alda Merini,  “La terra santa”) Continua a leggere “Gli inguini (Alda Merini)”

Fa scempio degli affetti il tempo

Fa scempio degli affetti il tempo,
esempio delle offese
che la memoria perpetra,
relegando nell’oblio i sentimenti

e profana il nostro ricordo stinto
la mente dagli anni corrosa,
che di pallide ombre dipinge
il nostro illividito passato.

(Salvatore Castrianni, Ladro di Emozioni, Ed. Il Filo, 2006)

Smorzato l’abbrivio

Smorzato l’abbrivio,
si logora la mente nostra
quando s’ama l’insensatezza
degli umani sentimenti,
quando ci si infatua
di ciò che non si possiede
e si specula invano
sugli errori che si ripetono.
Così crolla ogni tronfio stile,
risultan fruste le nostre parole
e soltanto il silenzio può tingere
le mende della nostra poesia.

(Salvatore Castrianni, Ladro di Emozioni, Ed. Il Filo, 2006)

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