Furtivo i tuoi baci carpivo

Furtivo i tuoi baci carpivo
sicché gli sparuti momenti
assieme trascorsi eterni
alla mia mente parevano.
Il dolce tuo tocco fuggevole
sfiorava il mio petto
e la voce tua tremante
sussurrava poesie d’amore
che, sebbene di pochi versi,
di Venere il fuoco alimentavano.

(Salvatore Castrianni, Ladro di Emozioni, Ed. Il Filo, 2006)
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Senza riflettere troppo

Senza riflettere troppo,
m’innamorai dei tuoi occhi
e del sorriso tuo il balenio
il cuore m’aprì alla passione.
Non ponderai il sentimento
che teco recavi, tanto meno
la dolcezza delle labbra
che discreta m’offrivi, ma,
or che ragione a discerner
m’aiuta, comprendo le cure
che attenta prestavi.
Un sol moto ancora del cuore,
ch’ormai t’appartiene,
posso donarti e le tue labbra
con le mie lievemente sfiorare.

(Salvatore Castrianni, Ladro di Emozioni, Ed. Il Filo, 2006) Continua a leggere “Senza riflettere troppo”

Sotto una piccola stella (Wisława Szymborska)

Chiedo scusa al caso se lo chiamo necessità.
Chiedo scusa alla necessità se tuttavia mi sbaglio.
Non si arrabbi la felicità se la prendo per mia.
Mi perdonino i morti se ardono appena nella mia memoria.
Chiedo scusa al tempo per tutto il mondo che mi sfugge a ogni istante.
Chiedo scusa al vecchio amore se do la precedenza al nuovo.
Perdonatemi, guerre lontane, se porto fiori a casa.
Perdonatemi, ferite aperte, se mi pungo un dito.
Chiedo scusa a chi grida dagli abissi per il disco col minuetto.
Chiedo scusa alla gente nelle stazioni se dormo alle cinque del mattino.
Perdonami, speranza braccata, se a volte rido.
Perdonatemi, deserti, se non corro con un cucchiaio d’acqua.
E tu, falcone, da anni lo stesso, nella stessa gabbia,
immobile con lo sguardo fisso sempre nello stesso punto,
assolvimi, anche se tu fossi un uccello impagliato.
Chiedo scusa all’albero abbattuto per le quattro gambe del tavolo. Continua a leggere “Sotto una piccola stella (Wisława Szymborska)”

Genesi (Alda Merini)

Vorrei un figlio da te che sia una spada
lucente, come un grido di alta grazia,
che sia pietra, che sia novello Adamo,
lievito del mio sangue e che risolva
più quietamente questa nostra sete.
Ah, se t’amo, lo grido ad ogni vento
gemmando fiori da ogni stanco ramo
e fiorita son tutta e d’ogni velo
vo scerpando il mio lutto
perché genesi sei della mia carne.
Ma il mio cuore, trafitto dall’amore
ha desiderio di mondarsi vivo.
E perciò dammi un figlio delicato,
un bellissimo, vergine viticcio
da allacciare al mio tronco, e tu, possente
olmo, tu padre ricco d’ogni forza pura
mieterai liete ombre alle mie luci.

(Alda Merini)
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